Parabeni

Ciao e benvenuto nel Mio Blog!

Ti stai approcciando alla Cosmesi Eco-Bio Friendly ed hai bisogno di più informazioni?
Sei capitato nel posto giusto!

Ti stai chiedendo cosa sono i Parabeni, a cosa servono, e perchè vengono utilizzati?
Ma soprattutto perchè tanto allarmismo?

Facciamo un pò di chiarezza!!


Cosa sono i Parabeni?

I parabeni sono una famiglia di composti organici aromatici, esteri dell’ acido 4-idrossibenzoico.

I più utilizzati sono : 

  • metil-,
  • etil-,
  • propil-,
  • butil-,
  • isobutil-,
  • benzilparabeni.

Possono essere utilizzati da soli, ma più spesso vengono usati sotto forma di miscele per aumentarne l’efficacia. Sono generalmente prodotti dall’uomo, ma si possono trovare anche in natura, nelle piante e negli animali.



A cosa servono i Parabeni?

I parabeni sono molto usati :

  • nei cosmetici;
  • nei prodotti per l’igiene personale;
  • in alcuni prodotti alimentari;
  • nei medicinali;
  • nei prodotti per la casa.

La loro caratteristica principale è quella di essere potenti battericidi e fungicidi e di consentire, dunque, un’eccezionale capacità di conservazione dei prodotti. 

Dopo l’apertura infatti, cosmetici e altri prodotti possono venire contaminati da batteri, funghi e muffe presenti nell’ambiente e, di conseguenza, alterarsi e mettere a rischio la salute del consumatore.
Un cosmetico contaminato può provocare :

  • irritazioni,
  • infiammazioni, 
  • infezioni della pelle, soprattutto di quella molto sensibile, come quella dei bambini.

I parabeni servono proprio ad evitare il deterioramento e la contaminazione dei prodotti dovuto all’attacco dei microrganismi dannosi: tecnicamente si dice che hanno un ampio spettro d’azione contro i diversi microrganismi.


Perché sono utilizzati?

Sono largamente utilizzati nell’industria cosmetica grazie :

  • al loro basso costo,
  • all’efficacia tecnologica,
  • alla presunta inefficacia di alternative naturali e/o al loro costo elevato.

Nell’elenco INCI presente sulle confezioni dei prodotti, si trovano come paraben (ad esempio methylparaben, propylparaben, ecc.).



Perché troviamo sempre più prodotti con la scritta “PARABEN FREE” ?

Vi riporto quanto scritto sul sito dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO), perché non saprei spiegarvelo meglio :

« Le prime accuse mosse sulla presunta pericolosità di queste sostanze conservanti risalgono al 2004, con la pubblicazione sul “Journal of AppliedToxicology” di uno studio che mostrava la presenza di parabeni in 18 di 20 biopsie di tumore al seno prese in esame. Si è così ipotizzato un loro possibile coinvolgimento nella carcinogenesi mammaria. Questo studio non ha però dimostrato un effettivo coinvolgimento di tali sostanze nella carginogenesi mammaria; ciò che è stato messo in evidenza è solo la facilità con cui i parabeni potessero essere rilevati tra le cellule cancerose. Lo studio fu così contestato, ma il risultato sollevò da allora numerosi dubbi a riguardo e, soprattutto, la necessità di maggiori ricerche in merito.

A tale proposito il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (SCCS), ha condotto in Europa numerosi studi inerenti la sicurezza di impiego di queste sostanze. Precedenti studi su animali avevano già dimostrato una bassa tossicità e, in generale, la non cancerogenicità dei parabeni.

Particolare attenzione è stata posta a riguardo di un loro presunto coinvolgimento a livello del sistema endocrino in quanto è stata mostrata, solo per alcuni di essi, una possibile azione estrogeno-simile. Alcune deboli correlazioni con l’apparato endocrino sono state dimostrate altresì in relazione alla grandezza della molecola del parabene in esame.

Test in vitro e in vivo su animali hanno infatti mostrato come alcuni parabeni possano avere un’azione simil- estrogenica, ma da migliaia a milioni di volte più debole rispetto a quella esplicata da questo tipo di ormone in sè. Sembra, inoltre, che tali attività simil-ormonali aumentino all’aumentare delle dimensioni della molecola che costituisce il parabene.

Ulteriori studi condotti sulle funzionalità riproduttive e l’interazione con tali sostanze hanno portato risultati inconcludenti e difficili da valutare.

Un’ulteriore considerazione va fatta invece circa l’utilizzo dei parabeni nei prodotti cosmetici destinati a neonati e bambini, più vulnerabili degli adulti, e quindi da tutelare in modo più sicuro.

Il Governo danese nel 2011 ha vietato, in via precauzionale, l’uso di alcuni parabeni (propil-, isopropil, butil- e isobutylparaben) in prodotti destinati a bambini con età inferiore ai 3 anni, in quanto potrebbero essere particolarmente sensibili a sostanze simil-ormonali.

L’SCCS, in risposta alla decisione della Danimarca, ha condotto ulteriori analisi al termine delle quali ha stabilito la sicurezza d’impiego dei parabeni in prodotti cosmetici destinati a bambini di tutte le fasce d’età.

Tuttavia, per i bambini molto piccoli (al di sotto dei sei mesi), il Comitato non ha escluso del tutto un potenziale rischio qualora i prodotti cosmetici contenenti parabeni siano applicati nell’area perianogenitale(o zona del pannolino) in quanto zona particolarmente sensibile e predisposta all’insorgenza di irritazioni. In età pediatrica il metabolismo non è ancora del tutto sviluppato e questi ingredienti, se assorbiti, potrebbero essere di difficile eliminazione.

Ad oggi, i parabeni sono ammessi nelle formulazioni cosmetiche in qualità di conservanti (Allegato V del Regolamento cosmetico CE n. 1223/2009),ad eccezione di alcuni di loro, sia utilizzati singolarmente che in miscela, purché vengano rispettati i limiti e le condizioni di utilizzo imposti dal Regolamento.

Nell’aprile del 2014, la Commissione Europea, ha deciso di modificare, tramite il REGOLAMENTO (UE) N. 358/2014 DELLA COMMISSIONE del 9 aprile 2014, l’Allegato V e l’Allegato II del Regolamento cosmetico, stabilendo il divieto d’utilizzo in cosmetica dei seguenti parabeni:

  • 4-idrossibenzoato di isopropile (INCI: Isopropylparaben) sale di sodio oppure sali di isopropilparabene
  • 4-idrossibenzoato di isobutile (INCI: Isobutylparaben); sale di sodio oppure sali di isobutilparabene
  • 4-idrossibenzoato di fenile (INCI: Phenylparaben)
  • 4-idrossibenzoato di benzile (INCI: Benzylparaben)
  • 4-idrossibenzoato di pentile (INCI: Pentylparaben)

Tali sostanze sono state inserite nell’Allegato II del Regolamento (sostanze che non possono entrare nella composizione dei prodotti cosmetici).

Inoltre, a settembre 2014, tramite il REGOLAMENTO (UE) N. 1004/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 settembre 2014, sono stati modificati i limiti di utilizzo dei parabeni che attualmente si trovano al numero 12 dell’Allegato Vdel Regolamento, secondo quanto riportato di seguito:

  • 4-hydroxybenzoic acid
  • methylparaben
  • potassiumethylparaben
  • potassiumparaben
  • sodiummethylparaben
  • sodiumethylparaben
  • ethylparaben
  • sodiumparaben
  • potassiummethylparaben
  • calciumparaben

Tutti utilizzabili allo 0,4% (in acido) per un singolo estere e 0,8% (in acido) in miscela.

Il REGOLAMENTO (UE) N. 1004/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 settembre 2014, ha inoltre stabilito di inserire nell’allegato V del Regolamento, un nuovo numero d’ordine (n. 12ao 12 bis), riferito ai parabeni che possono essere utilizzati solo secondo quanto di seguito riportato:

  • butylparaben
  • propylparaben
  • sodiumpropylparaben
  • sodiumbutylparaben
  • potassiumbutylparaben
  • potassiumpropylparaben

Tutti utilizzabili allo 0,14% (in acido) per la somma delle concentrazioni individuali e allo 0,8% (in acido) per le miscele di sostanze di cui ai numeri d’ordine 12 e 12a, nella misura in cui la somma delle concentrazioni individuali di propylparaben e butylparaben e dei loro sali (12a) non superi lo 0,14%.

Da non usare nei prodotti da non sciacquare destinati a essere applicati nell’area del pannolino di bambini di età inferiore a tre anni e con l’obbligo di riportare in etichetta: “Non utilizzare nell’area del pannolino”.

A decorrere dal 16 aprile 2015 sono stati immessi sul mercato dell’Unione solo i prodotti cosmetici che rispettano tali prescrizioni.

A decorrere dal 16 ottobre 2015 possono essere messi a disposizione sul mercato dell’Unione solo i prodotti cosmetici che rispettano tali prescrizioni. »


Quindi cosa bisogna fare?

Non sta di certo a me dirvi cosa dovete o non dovete fare, perchè, come vi ho ampliamente spiegato, per il momento non ci sono dei dati certi al 100% sulla loro tossicità ma bisogna fare attenzione a quello che si usa, che non vi siano presenti quei parabeni esplicitamente vietati.

Quindi studiate bene l’etichetta e accertatevi la presenza della scritta Paraben Free.

Prevenire è meglio che curare? In questo caso decisamente SI!

Valutate bene le alternative :

esistono altre sostanze naturali per conservare i cosmetici e impedire la proliferazione di batteri e funghi :

  • rosmarino,
  • timo,
  • origano,
  • semi di pompelmo,

tutte piante, i cui estratti hanno proprietà disinfettanti e battericide.


Spero di aver soddisfatto la vostra curiosità, e di aver risolto i vostri dubbi!

Vi aspetto nei commenti!

A presto,

Sailor Bio



FONTI

AIDECO -> PARABENI : SITUAZIONE ATTUALE

2 pensieri riguardo “Parabeni

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